I Dari

Sezione: Oggi offendiamo...

No, dico… cazzo… quando uno pensa che che si sia giunti al punto più basso, che si sia raggiunto il fondo del barile e che si sia anche ampiamente grattato, scopre che, a furia di grattare, il fondo del barile si è sfondato e c’è ancora un bel po’ da scavare.

Uno pensa che, dopo l’ avvento dei Finley, debba passare un bel po’ di tempo prima che qualcuno sia capace di far più ribrezzo di loro, e si ritrova smentito da gente che, al confronto, li fa sembrare i Led Zeppelin.

Sono (poco) lieto di presentarvi l’ultimo prodotto offerto dalla sempre prolifica discografia italiana, capace in passato di proporci sterco della caratura di Luna Pop, Gazosa o Finley: i Dari.

La loro hit Wale (Tanto Wale), ha suscitato in me un curioso quanto ambiguo desiderio di rapirli, chiuderli in cantina e seviziarli coi ferri roventi.

Ma andiamo con ordine. Sul loro sito ufficiale, che merita senza dubbio una visita (anche solo per poter apprezzare le innumerevoli frasi che ricordano molto da vicino le idiozie di cui sono infarciti i diari scolastici delle tredicenni, nonchè annesse e connesse storpiature lessicali), i nostri bamboccioni si presentano così:

Sono i dARI, la next big thing dell’emotronik italiano: Dari (Vox, Guitar), Cadio(Sinths,CDJ), Fabeeo (Bass). I dARI sono alfieri di un sound definibile come EMOTRONIK: Depeche synths, chitarre distorte, e un’inclinazione naturale e involontaria al ritornello riempi pista headbanger mani in alto…

Gioia di ogni selecter radiofonico, questo efebico ibrido emotronik muove i suoi passi fra il culto del Bowie Stardust, l’agiografia satirica dei primi Bluvertigo e l’elegante estetica elettrogoth dei Depeche Mode di People Are People, dirigendosi con decisione verso le turbolenze stilistiche derivanti dalle riconsiderazioni dei gruppi anni 80 elaborate da Fall Out Boy, My Chemical Romance, Medic Droid.

Sorvolando sull’ uso di paroloni tesi a riempire qualche riga senza dire un cazzaccio nulla, già il paragone con un genio come David Bowie sarebbe sufficiente per farli fucilare sulla pubblica piazza.

la loro bella immagine di gruppo rock ribelle e anticonformista trova piena conferma nell’ etichetta che produce il disco: una certa Bliss Corporation, che qualcuno ricorderà per averci straziato lo scroto con gente del calibro di Gabry Ponte ed Eiffel 65. Roba da schiaffi in culo!

Ma parliamo di musica visto che, giustamente, è in base a quella che un gruppo deve essere valutato.

Bene: bella merda! Una totale ribongia di elettro dance, pop, pseudopunk (quello svenduto e sfigato della generazione MTV) con quella spruzzatina di emo che fa tanto figo e fa eccitare le dodicenni, una chitarra al limite dell’inutilità e una piattezza che dà dei seri problemi a chi volesse capire quando finisce un brano e ne inizia un altro.

Uno dice “Sì… vabbè, la musica è un po’ una merda. Ma i testi magari saranno meglio!”.

Bene, prendete cinque o sei diari di ragazzine dai 16 anni in giù. Meglio ancora se si tratta di diari Smemoranda, diario ufficiale di quanti si dilettano nel violentare l’ italiano e l’intelligenza con frasi/motti/slogan che rasentano il ritardo mentale.

A questo punto cominciate a selezionare pagine a caso e mettete in fila tutto ciò che ci trovate scritto sopra. In men che non si dica avrete il testo di una canzone dei Dari.

Canzoni inutili, stupide, pallose, infantili e imbarazzanti. Insomma, le canzoni di un gruppo ignobile, creato a tavolino per vendere dischi alle ragazzine alla prima mestruazione.

Detto questo, godetevi il video di Wale (Tanto Wale) e il parere di un atterrito Pino Scotto.

Posta un Commento

Your email is never published nor shared.