Categoria: Usi e costumi

Analisi dei comportamenti umani. Ci poniamo l’ ambizioso traguardo risolvere importanti questioni tipo “Perchè le donne non riescono ad andare in bagno da sole?” o “Perchè è impossibile non guardare la carta dopo essersi puliti il culo?”.

Auguri, bacini e petardi in culo 2014

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Sezione: Usi e costumi

Nessun morto e 351 feriti (di cui 51 a Napoli) per i botti di Capodanno. Un bollettino deludente rispetto agli anni passati, a testimonianza di quanto la nobile tradizione di festeggiare l’anno nuovo , facendo esplodere cose e persone, stia perdendo colpi.

Non abbiamo dati sulle vittime animali, ma basterà attendere poche ore perchè gli animalisti si scatenino su Facebook fornendo cifre inventate a 18 zeri.

Ma a proposito di tradizioni, come Natale non è Natale senza “Una poltrona per due”, Capodanno non è Capodanno senza petardi in culo.

Ricordiamo che, per quanto i botti e razzi siano utilissimi per cagionare spassose amputazioni di dita a caso, e pare anche per spaventare i cani, soltanto i mediocri si limitano a queste due banali attività di routine. I più ingegnosi hanno occhio per vedere ciò che gli altri non vedono, ipotizzare nuovi scenari e nuove applicazioni, innovare e mostrare al volgo le infinite possibilità del caso.

Come per esempio cacciarsi petardi nel baugigi e arrostirsi sfintere e prospicenti zone.

Laydo si unisce agli inutili festeggiamenti con il più classico dei classici, e vi augura un buon 2014 pieno di risate inopportune, denigrazione del prossimo e sdegno di chi vi circonda.

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Bambini al cartoccio

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Sezione: Usi e costumi

Quando avevo un mese, i miei provarono a lasciarmi in auto per ore sotto il sole, il 20 di luglio, per disfarsi di me. Non ha funzionato. Sono miracolosamente sopravvissuta, nonostante l’indifferenza e l’omertà dei passanti, giustamente troppo impegnati ad abbuffarsi di rigenerante gelato, per occuparsi di una bimba abbandonata a 45 impietosi gradi.
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Reduci da questo fallimento i miei hanno quindi provato a farmi avvicinare alla Chiesa ed affidare la mia crescita spirituale e materiale ad un prete. Con me però non funzionò neppure la pedofilia. Anzi, creò loro altre grane, visto che il prete mi denunciò per molestie sessuali e i miei genitori furono costretti a pagare una cospicua cifra di denaro alla Chiesa, per mettere il tutto a tacere.
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Decisero quindi di darmi in affido temporaneo ad una famiglia di Cogne. La signora Annamaria era veramente carina con me. Quasi mi dispiace di averle corretto il latte con il mio metadone, dopo mesi di messaggi subliminali notturni con cui le suggerivo di uccidere granguignolescamente il figlioletto.
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Comunque i miei le hanno provate veramente tutte per sbarazzarsi di me. Hanno distrutto una dozzina di lavatrici tra il 1984 e il 1986. Il tecnico disse che avevo la pelle troppo dura e che neanche il Calfort può niente in questi casi. Provarono allora ad aggiungere una bustina di Coloreria Italiana dentro il cestello, ma quando videro che non ero diventata neanche nera, ottima scriminante per l’abbandono in autostrada, decisero di arrendersi.

LAYDO SUPPORTA BIGAZZI E I PIATTI A BASE DI GATTO!!!

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Sezione: Natura ed ecologia, Usi e costumi

Oggi, 15 febbraio 2009, una data segnata dall’infamia, il benemerito Giuseppe Bigazzi è stato improvvisamente ed intenzionalmente sospeso da La Prova del Cuoco, noiosossima trasmissione per vecchie casalinghe annoiate relegate in cucina, che aveva come unica attrattiva la presenza del suddetto Bigazzi.

Amante del bene mangiare e del bene bere, come ogni toscano degno di questo nome, il buon Bigazzi negli anni ha più volte messo nero su bianco questa sua passione pubblicando diversi libri, scrivendo su rubriche di gastronomia e ricevendo innumerevoli riconoscimenti. Insomma, non un pestamerde qualsiasi tipo gli opinionisti della De Filippi o i grandi giornalisti di Mattino 5, ma un competente, genuino e schietto divulgatore della divina arte culinaria.

E perchè mai i dirigenti della Rai avrebbero deciso di sospendere Bigazzi?

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Nonno Fiorucci: opere e analisi ragionata

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Sezione: Usi e costumi

In un periodo di forte scontro tra fede e laicità, che coinvolge il nostro paese sotto il punto di vista sia sociale che politico, poteva forse Laydo non occuparsi dell’argomento?

Potevo forse io non pronunciarmi in merito, cercando allo stesso tempo di inoculare a viva forza un po’ di coatta erudizione nelle vostre testoline di guano, tanto obnubilate dalle vacue facezie televisive quanto impermeabili agli stimoli della cultura?

Ecco quindi che, nell’arduo tentativo di digrezzare voi marrani e contemporaneamente dimostrare tutto il mio apprezzamento alla religione e alla Santa Sede, ho deciso di recuperare uno dei nostri primi articoli, datato 15 settembre 2008,  rivederlo e ampliarlo con una più approfondita analisi di un personaggio purtroppo omai defunto, ma che le sue stesse opere hanno consegnato all’immortalità, in un tripudio espressionista che non trova eguali nemmeno nella produzione di Fritz Lang o Robert Wiene. 

Chi lo conosce avrà quindi un’occasione in più per godere ancora della sua magnificente opera. Chi non lo conoscesse può invece, grazie a questa piccola antologia, mettere una pezza alle sue gravi carenze culturali da burinissimo italiano medio.

I primi otto video sono considerati un po’ l’opera magna del Fiorucci. La qualità audio e video non sono delle migliori, ma ciò non preclude minimamente il valore artistico e umano di queste opere, fortunatamente giunte fino a noi.

Vogliamo quindi ripercorrere la sua produzione, evidenziando i punti salienti delle creazioni di un artista, purtroppo escluso dal gotha del mondo dell’arte e ostracizzato dalla chiusura mentale e dall’esasperato, e spesso falso, accademicismo che va oggi per la maggiore nei più blasonati atelier di presunti artitisti.

Ripercorriamo quanto il Maestro ci ha donato, con la grata consapevolezza del fatto che solo chi è ricco può permettersi di donare.

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Il vomito

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Sezione: Usi e costumi


Non è sensazionale come qualcosa che ci appare succulento e appetitoso al momento della sua ingestione, possa diventare, nel giro di pochi minuti, ripugnante a vedersi e odorarsi, se espulso oralmente prima della regolare digestione?

Il vomito come emblema della volubilità umana!

O forse invero ci rivela la realtà ingannevole delle cose che, dopo averci tentato, svelano la loro vera natura, come a volerci rendere coscienti della nostra scarsa comprensione dell’esistenza. Un’idea che porta quasi a sottolineare lo stato di una realtà intrinsecamente marcia e ributtante che cerchiamo di addolcire, non volendola vedere e accettare, con incosci artifizi volti a costruirci intorno un illusorio stato delle cose.

Analogamente a quanto ci insegna Platone col suo mito della caverna, potremmo anche ipotizzare che il cibo prima dell’ingestione rappresenti una fallace pararealtà in cui siamo costretti e che invece il cibo rigettato rappresenti la realtà raggiunta con grandi sforzi (specialmente di diaframma) da chi riesce a liberarsi dal giogo dell’illusione, ma sgradita e osteggiata dalla massa, reazionaria e meno illuminata.

Dopo Cassandra derisa per le sue rivelazioni sul cavallo di Troia e Galileo condannato per la sua teoria di copernicana memoria sul moto dei corpi celesti, chiaramente anche il sottoscritto si trova ad essere incompreso per le sue considerazioni revisioniste sul vomito. Da sempre chi è illuminato ed avanti coi tempi si trova a doversi scontrare con l’ignoranza e la chiusura mentale della incolta massa.

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Laydo e gli oscuri retroscena delle ricerche su Google (parte II)

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Sezione: Usi e costumi

gugol21.jpgViva Google!

Son passati nemmeno quattro mesi dal primo articolo dedicato ai gusti e alle ricerche private degli internauti su Google. Memorabili le ricerche del diretto “voglia di pene”, del probabile giapponegro che cerca “assorbenti usati”, del raffinato cinefilo estimatore di Culo Caverna e di svariate altre ricerche elencate nell’articolo, ma già se ne richiede un secondo, vista la mole di nuove ricerche a dir poco degne di nota.

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De arte eloquentia

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Sezione: Usi e costumi

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Pensando a personaggi illustri quali Demostene per poi incontrare, nel corso dei secoli, i vari Cicerone, Savonarola, i grandi oratori della rivoluzione francese o i più recenti dittatori europei del ‘900, la cui favella spingeva milioni di persone a farsi ammazzare senza motivo alcuno, non v’è ombra di dubbio che la parola sia di gran lunga l’arma più potente, se sostenuta da una sapiente dialettica e magari da un po’ di tequila.

Una buona oratoria può muovere le masse, guidare le opinioni e addirittura far allargare a dovere le cosce dell’aspirante modella ritardata, appena rimorchiata in qualche locale di presunti vip, con mendaci promesse di sicuro successo.

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La Merda

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Sezione: Usi e costumi

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E mentre ch’io là giù con l’occhio cerco,
vidi un col capo sì di merda lordo,
che non parea s’era laico o cherco.

Dante Alighieri, Inferno, XVIII, 114-116

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Quale miglior simbolo della globalità, dell’uguaglianza, della caducità dell’essere e della sua ciclicità?

La merda è vita! La merda è morte! La merda è l’humus da cui risorge la vita come araba fenice.

La merda è prodotto e rifiuto. L’emblema di un riciclaggio perfetto che da anni perseguiamo. La merda è l’indispensabile anello di congiunzione nelle più svariate catene biologiche.

La merda è repellente. La merda è attraente. La repulsione che suscita va di pari passo con la lercia soddisfazione che si prova a discuterne e ad avventurarsi in scabrosi particolari.

La merda è un rifiuto. La merda è un valore. La merda è la prima cosa che il bambino considera come un bene, di cui far dono alla madre, come insegna quel depravato di Freud.

Ma la merda è qualcosa che noi rifiutiamo, espellendola? O è la merda a rifiutarci, andandosene dal nostro corpo?

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Le meraviglie della webcam

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Sezione: Usi e costumi


Pensavate che la webcam servisse a vedere ragazzine ignude che si strusciano voluttuosamente zone a casaccio del corpo, facendo sguardi ammiccanti, espressioni vogliose e gemiti goderecci?

Poveri illusi! Imparate a vivere! Per quello ci sono i banali siti zozzi, in cui peraltro trovate anche di meglio.

La vera meraviglia della webcam risiede nella sua più classica peculiarità: il bello della diretta.

Non esitono prove e riprove. Non ci sono seconde opportunità. Non esiste il “buona o rigira”. Ogni ripresa è quella “buona”.

Le immagini vengo implacabilmente inviate in rete in tempo reale, trasmettendo talvolta delle piccole perle che solo la diretta può regalare.

Ricordatevi per esempio, quando decidete di mostrarvi in cam con l’intento di sembrare sexy, che se proprio dovete farlo in bagno è bene tirare almeno lo sciacquone prima (vedasi foto).

Ringraziamo quindi i produttori di webcam e, soprattutto, i simpatici nonchè stronzi fruitori che si sono presi la briga di diffondere questi indubbi capolavori.

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Laydo e gli oscuri retroscena delle ricerche su Google

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Sezione: Usi e costumi

Che bello avere un sito! Ti permette di interagire col mondo, di dar voce ai tuoi pensieri, di comunicarli in qualunque angolo del globo, di dar risonanza ad importanti questioni etiche e di esprimere il tuo viscerale e sacrosanto schifo per i Dari.

Ma, come accade in molti casi, per apprezzare il meglio bisogna togliere la crosta superficiale. Ogni sito cela un lato oscuro e detentore di iniqui segreti sulle attività private dei visitatori.

In questo lato oscuro rientra per l’appunto il database delle parole utilizzate per impostare la ricerca da chi è giunto sul sito attraverso Google.

Sarebbe quindi un peccato non condividere certe perle anche con voi lettori, interrogandoci sul reale interesse di chi digita simili stringhe.

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